10 Febbraio, “Giorno del Ricordo”

mercoledì 30 novembre -000100:00

Commemorare le migliaia di vittime inermi della tragedia delle foibe, ma anche un monito a non sottacere mai ogni violenza sull’uomo, specie quando essa viene esercitata in nome di una ideologia o per ragioni di odio etnico. La condanna della violenza e il monito a non nascondere o dimenticare sono a fondamento del “Giorno del Ricordo”, istituito dal Parlamento italiano con la legge 30 marzo 2004, n. 92, “… per conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra….”

Il 10 febbraio di ogni anno ricordiamo gli orrori perpetrati alla fine della seconda guerra mondiale nei confronti di parte della popolazione della Venezia Giulia, dell’Istria e della Dalmazia. Questa data è un appuntamento che serve anche a far conoscere una pagina particolarmente triste della storia del ‘900: il massacro reso ancora più tremendo dalle foibe, le cavità carsiche che non solo sono state le tombe degli italiani fucilati dai “titini”, ma anche lo strumento di morte per tanti uomini, donne e bambini, che vi furono gettati ancora vivi. Un eccidio accompagnato dalla cacciata dalle loro case e dalle loro terre natie di almeno 300 mila altri nostri connazionali.

Il Giorno del Ricordo è stato istituto anche per la necessità di far conoscere una tragedia che per ragioni di politica internazionale è stata troppo a lungo “nascosta”. Come ebbe a sottolineare alcuni anni fa il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, “La tragedia delle foibe ha subito la triste beffa di essere una delle barbarie del secolo scorso, ma al tempo stesso di venire cancellata nella memoria, sommersa dalle polemiche e dalle censure politiche”. Solo la fine della guerra fredda tra opposti blocchi e la disgregazione della Jugoslavia hanno permesso di rendere nota con forza all’opinione pubblica e alle più giovani generazioni questa pagina buia e tragica della storia nazionale.

La provincia di Macerata, come gran parte delle regioni adriatiche, è stata uno di quei territori che maggiormente accolsero i profughi istriani. Molti di loro hanno trovato nella terra maceratese una nuova casa e nella comunità locale una nuova famiglia. Qui sono nati i loro figli ed i loro nipoti. In questo “Giorno del Ricordo”, l’Amministrazione provinciale di Macerata si unisce a loro per rammentare a tutti la tragedia di quegli anni tremendi, per ribadire oggi con forza la condanna assoluta del sacrificio di vittime inermi, per affermare il ripudio di ogni violenza.

Antonio Pettinari

Presidente della Provincia di Macerata