Saluto del Presidente ai partecipanti al “Festival del Lavoro”

E’ per me un onore, come treiese e come presidente della Provincia di Macerata, portare il saluto a questo 2° Festival del Lavoro che ha trovato in Treia una sede, direi ideale, per dibattere un tema fondamentale della società moderna: il lavoro, visto in tutto le sue sfaccettature, quella dell’occupazione, quella delle sicurezza, quella delle legalità.

Parlare di lavoro significa anche parlare di sviluppo economico; direi che l’uno è la “cartina di tornasole” dell’altro. Se c’è lavoro significa che il Paese è in fase di sviluppo; se il lavoro manca, anche l’economia generale è in sofferenza.

Ho detto prima che Treia è una sede ideale per dibattere questi temi. Lo è perché Treia rappresenta un condensato delle gran parte delle realtà del nostro Paese. Un secolo fa ha avuto una forze emigrazione verso l’estero, come gran parte dell’Italia. Subito dopo la fine della seconda guerra mondiale la sua economia era quasi esclusivamente agricola, come del resto lo era in gran parte delle regioni italiane. Dagli anni ’60 in poi è iniziata quella fase di urbanizzazione e di industrializzazione comune a tutte le realtà del nostro Paese, tanto che oggi Treia vanta una forte presenza artigianale ed industriale con punte di eccellenza di valore nazionale e internazionale.

Treia rappresenta bene l’intera provincia di Macerata che a sua volta si pone nella media italiana in diversi fattori economici e sociali.

L’Amministrazione provinciale, che si insediata proprio in questi giorni, fa del Lavoro uno dei temi preminenti del suo programma. Anzi, stante le sue connessioni anche con altri settori di attività, come le infrastrutture, la scuola, le politiche sociali, direi che il Lavoro è il tema preminente dell’impegno delle Provincia di Macerata. Azioni di sostegno diretto alle politiche del lavoro ed interventi rivolti allo sviluppo socio-economico del territorio, saranno attuati simultaneamente allo scopo di sostenere l’occupazione.

Il lavoro non è un problema esclusivo della società moderna, ma la società moderna lo ha reso estremamente centrale nella vita dell’uomo. Tanto fondamentale che spesso la sua mancanza distrugge la persona, annienta i valori della vita umana, è patimento per l’intera famiglia.

L’Amministrazione provinciale è impegnata con politiche specifiche volte a favorire l’occupazione femminile, il reimpiego degli ultracinquantenni e per aiutare i giovani inoccupati ad entrare nel mondo del lavoro. Questa azioni partono dall’orientamento scolastico e dal sistema della formazione professionale. Se da un lato è necessario porre attenzione alle capacità e alla propensioni lavorative di ciascuno, dall’altro la Provincia pone rilievo anche al tessuto economico produttivo del territorio. L’incrocio tra tutte queste esigenze è essenziale per una efficace politica del lavoro che la Provincia – anche mettendo a disposizione delle aziende opportune misure – intende portare avanti incentivando strumenti come i tirocini e un maggiore utilizzo dell’apprendistato. Molto spesso l’azienda avrebbe possibilità e necessità di aumentare la propria forza lavoro, ma è frenata nella sua scelta dall’incertezza delle prospettive economiche generali.

Il ruolo di voi consulenti del lavoro è fondamentale e in questa situazione di difficoltà economica direi che esso è ancora più necessario per avviarci tutti insieme verso una decisa fase di ripresa.

Voi potete fare molto anche per creare una sinergia tra privato e pubblico in materia di politiche attive del lavoro. La vostra consulenza alle aziende può spesso rendere le politiche pubbliche più efficaci e nello stesso tempo maggiormente fruibili da parte delle imprese.

Sono certo che in questi tre giorni saranno sollevati spunti di dibattito particolarmente utili, e non solo per la vostra categoria. Dal convegno e dalle diverse tavole rotonde in programma emergeranno sicuramente indicazioni preziose anche per chi, a vai livelli, ha la responsabilità di compiere scelte politiche ed amministrative destinate ad incidere nella nostra società, ma soprattutto nella vita di tanti uomini, donne e famiglie.

Buon lavoro a tutti.

Antonio Pettinari