Giornata delle Marche 2011


Testo dell’intervento tenuto in occasione della celebrazione della giornata delle Marche svoltasi al teatro Persiani di Recanati. Sabato 10 dicembre 2011.

 

 

Signor Presidente Spacca,
Signor Ministro degli Emirati Arabi
Signor Ambasciatore di Corea
Signor Sindaco,
Autorità tutte,
Signore e signori,

per me essere qui oggi in veste di presidente della Provincia di Macerata è un grande onore. Onore dato dal poter rappresentare la terra maceratese, che torna quest’anno ad ospitare la celebrazione delle Giornata delle Marche e che ha nella città di Recanati una delle sue massime espressioni economiche e culturali.

Recanati è soprattutto la patria di Giacomo Leopardi, poeta amato, letto e tradotto in ogni parte della Terra, che con le sue poesie, immortali e piene di suggestioni, ha fatto conoscere questa nostra meravigliosa provincia a tutto il mondo. Basti ricordare il verso “quei Monti Azzurri” che ha reso famosi i nostri Sibillini.

Due anni fa questa stessa Giornata delle Marche, celebrata a Macerata, aveva reso onore a Padre Matteo Ricci, gesuita maceratese del ‘500, la cui missione, come uomo di fede e di grande cultura, ha favorito fratellanza tra popoli diversi ed ancora oggi permette di rinsaldare rapporti di reciproca amicizia e cooperazione tra l’Europa ed i Paesi dell’Oriente, in particolare la Cina.

Il filo teso da Padre Matteo Ricci tra Macerata e le comunità asiatiche, così come il canto poetico di Leopardi, sono solo alcuni dei tanti legami che uniscono oggi le Marche ad ogni lembo di terra nel mondo.

Non a caso la Giornata delle Marche si celebra il 10 dicembre, solennità della Madonna di Loreto. Quello lauretano è stato il primo santuario mariano nel mondo e ciò ha favorito un legame di fede tra gente di ogni parte della terra con la Vergine lauretana, ma anche tra Paesi lontani e la terra marchigiana.

Tanti altri legami che uniscono le Marche a Paesi di tutti i continenti sono stati costruiti da uomini e donne marchigiani. Molti loro figli e nipoti, anche senza aver mai visto le colline, i borghi, il mare di questa nostra regione, sentono dentro quel forte senso di appartenenza alle Marche trasmesso dai loro genitori e dai loro nonni. che già alla fine dell’Ottocento lasciarono i luoghi natali da cui con il cuore non si sono mai separati.

Questa Giornata è anche l’occasione per onorare la loro memoria.

L’emigrazione è stata un triste fenomeno che non ha interessato solo le Marche, ma ogni regione d’Italia.

Il 150° anniversario dell’Unità d’Italia che si è celebrato quest’anno e che si sta ancora celebrando è un’occasione, ancora più solenne, per condividere storia, origini, e soprattutto valori dell’italianità, così come questa Giornata delle Marche è un’opportunità per rinsaldare il senso di appartenenza di tutti noi alla comunità marchigiana.

Il tema di oggi, racchiude, quindi, perfettamente il senso di questo nostro incontro e di questa celebrazione.

Non mancano, inoltre, altri doverosi accostamenti a questa Giornata.

Il 10 dicembre è anche la Giornata della Pace voluta dal Consiglio regionale delle Marche ed è pure l’anniversario della proclamazione, da parte dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.

Libertà, Giustizia e Pace sono valori assoluti oggi messi in pericolo non solo dalle guerre e dalle tirannie, ma anche dalle ingiustizie sociali, dall’egoismo, dalla speculazione economica e finanziaria. Tutte cause che provocano mancanza di lavoro, esso stesso un valore che dà senso e dignità alla persona. Senza lavoro, infatti, non si più essere liberi.

In questo momento di grave crisi economica internazionale, anche nelle Marche viviamo il problema della disoccupazione e della perdita di posti di lavoro. In questa Giornata dobbiamo, quindi, farci anche interpreti del dramma di tante famiglie. Penso, ad esempio, agli operai dello stabilimento Best di Montefano, che da più di un mese presidiano la loro fabbrica chiusa dalla sera alla mattina, con una decisione unilaterale tanto improvvisa quanto premeditata che ha mostrato, purtroppo, disprezzo per la stessa dignità dei lavoratori.

Ho citato il caso della Best, perché – tra le vicende occupazionali recenti – è il contesto più prossimo al luogo dove ci troviamo; ma la stessa cosa vale per le tante – troppe – situazioni in cui si trovano coinvolti loro malgrado centinaia e migliaia di lavoratori di altre parti delle Marche.

Accanto a coloro che perdono il lavoro ci sono migliaia di giovani che non riescono a trovare occupazione e lo stesso dicasi per tante donne e tante giovani mamme.

Ritengo che questa Giornata debba essere dedicata anche a loro, per assicurarli che non saranno lasciati soli e per far sentire unita intorno a loro l’intera comunità marchigiana in questo momenti di difficoltà anche sotto il profilo della crescita e dello sviluppo.

Le Marche hanno grandi potenzialità e altrettante potenzialità hanno i marchigiani.

La nostra regione unisce in sé tutte le caratteristiche ambientali del nostro Bel Paese: ricchezze naturali che costituiscono grandi potenzialità per il turismo e per la nostra economia, permettendo così una giusta compensazione con le difficoltà del sistema manifatturiero.

Tante potenzialità hanno i marchigiani: in primo luogo la laboriosità, quell’amore per il lavoro che ha permesso in passato a tanti nostri emigranti di farsi valere in ogni angolo del pianeta. Poi il grande senso delle famiglia, su cui viene costruita e tenuta unita la società. Aggiungo il profondo senso religioso che è alla base degli altri valori e sviluppa un altro forte sentimento dei marchigiani, cioè lo spirito solidaristico.

Tra le potenzialità delle nostra regione non possiamo dimenticare le tante risorse intellettuali, a cominciare dalla nostre 4 università, due delle quali rappresentano un inestimabile valore per la provincia di Macerata. Inoltre dobbiamo essere fieri dei tanti imprenditori di successo che sono oggi testimonial non solo delle Marche, ma dell’Italia intera.

Abbiamo tutte le condizioni per crescere, per garantire sviluppo e per risorgere dai momenti di difficoltà.

Spetta a noi, pubblici amministratori, avere la consapevolezza delle nostre capacità per rimetterci in cammino.

Ai cittadini non dobbiamo chiedere solo sacrifici; dobbiamo dare loro concreta speranza e questo lo possiamo fare mostrando prima di tutto una grande coesione sociale ed istituzionale. Lo abbiamo di recente dimostrato con la “regionalizzazione” del Patto di Stabilità, che ha permesso di sbloccate risorse per 90 milioni di investimenti in opere pubbliche.

La speranza per tutti nasce proprio da queste tante potenzialità che abbiamo e che proprio nei momenti di difficoltà riusciamo a far emergere.

Ieri sera viaggiando lungo le strade dell’interno abbiamo potuto vedere in lontananza decine di falò che ardevano in mezzo alle campagne. Erano i falò che da secoli la tradizione vuole per ricordare la “Venuta” della Santa Casa. Nel giorno in cui celebriamo la Madonna di Loreto facciamo sì che quei falò siano anche segno di speranza per le Marche e per tutti noi Marchigiani.

Grazie.

Antonio Pettinari